Questa volta Davide non ce l’ha fatta. Nella battaglia conclusiva contro il gigante, ultimo ostacolo tra sé e lo scudetto Under 20 femminile, il piccolo Netafim Bogliasco 1951 ha dovuto arrendersi al Golia di turno, impersonato, neanche a dirlo, dall’Ekipe Orizzonte Catania, corazzata avida di trofei della pallanuoto femminile nazionale.

Nella finalissima di quello che passerà alla storia come l’ultimo campionato italiano juniores, alle ragazze terribili di Mario Sinatra non sono bastate il carattere e il coraggio. Doti fondamentali di una squadra capace di giungere fino all’atto conclusivo della competizione tricolore superando uno dopo l’altro tutti gli ostacoli incontrati sul proprio cammino. Nella vasca di Avezzano, per tre giorni capitale italiana della waterpolo in rosa, le tigri biancazzurre hanno lottato e combattuto dal primo all’ultimo dei 28 minuti di gioco, rendendo bella e imprevedibile una gara che per molti aveva un destino già scritto. Un destino che Bogliasco ha provato a cambiare. Partendo forte e tenendo testa al ciclopico rivale. Alla fine però Golia ha avuto la meglio, imponendosi 8-6. A far pendere la bilancia verso la Sicilia è stato di fatto il secondo tempo. Dopo essere passate in vantaggio in avvio di gara con la catanese doc Spampinato e aver ripreso con capitan Carpaneto un avversario che nel frattempo aveva ribaltato il parziale, le bogliaschine hanno pagato a caro prezzo le uniche due inferiorità numeriche subite nella seconda frazione. Il cinismo etneo ha garantito alle ragazze di Caruso un doppio vantaggio, rimasto tale, malgrado un po’ di elastico, fino alla sirena lunga. Bogliasco ha provato a restare in scia, non abbattendosi neppure quando il distacco è salito a tre lunghezze. Perazzoli, Lombella, Paganello e ancora Spampinato hanno tenuto vive fino all’ultimo le speranze biancazzurre, spentesi soltanto all’ultima bracciata.

Epilogo amaro, come lo sono tutte le finali perse. Ma anche dolce allo stesso tempo, perché conferma il valore di un gruppo con un grande avvenire davanti a sé e di una società capace anno dopo anno di portare un borgo di quattromila anima a lottare contro le metropoli. Spesso, peraltro sconfiggendole. Per informazioni chiedere a Padova, Roma, Trieste e Acireale, vittime biancazzurre nella tre giorni in terra abruzzese. Gran merito, ancora una volta, al lavoro incredibile del Re Mida dell’acqua clorata italiana. Quel Mario Sinatra che trasforma in oro (ma anche in argento, come in questo caso, o in bronzo, come accaduto un mese fa con l’Under 18) tutto ciò che tocca.

Resta dunque la soddisfazione di essere ancora lì, in cima, ad appena un passo dalla vetta più alta d’Italia. Sapendo che qualunque sia il colore della medaglia da mettersi al collo, il futuro sarà, come sempre, tinto di biancazzurro.

TABELLINO

NETAFIM BOGLIASCO 1951-EKIPE ORIZZONTE CATANIA 6-8 (2-2, 0-2, 3-3, 1-1)

BOGLIASCO: Sokhna, Riccio, Di Maria, Rosta, Cavallini, Perazzoli 1, Lombella 1, Boero, Paganello 1, Bozzo S., Carpaneto 1, Spampinato 2, Oberti. All. M. Sinatra.